Google ADS di Agenzia ·

Quanto costa un lead? Il numero che decide il tuo budget pubblicitario

Quanto costa un lead? Il numero che decide il tuo budget pubblicitario

“Le campagne vanno bene?” È la domanda più frequente e quella con la risposta più vaga. Si guardano le impression, i clic, il costo per clic — numeri che descrivono il traffico, non il business. La domanda giusta è un’altra, e ha una risposta in euro: quanto ti costa ottenere un contatto? Il costo per lead è il numero che trasforma la pubblicità da spesa in investimento, perché è l’unico che si può confrontare con quanto quel contatto vale davvero.

Che cos’è il costo per lead e come si calcola

La formula è elementare: spesa pubblicitaria totale diviso il numero di contatti generati. Spendi 1.000 € in un mese e ricevi 20 richieste di preventivo: il tuo costo per lead è 50 €. Fin qui non serve un analista.

Le difficoltà nascono su due parole di quella formula. La prima è “spesa”: va contata tutta — il budget versato alla piattaforma, ma anche la gestione, la produzione delle creatività, gli strumenti. Se conti solo il budget media, il numero che ottieni è più basso della realtà e ti porta a decisioni sbagliate.

La seconda è “contatti”: va deciso cosa conta come lead, e va deciso una volta sola. Una richiesta dal modulo contatti, una telefonata, un messaggio su WhatsApp e un’iscrizione alla newsletter non hanno lo stesso valore. Se li metti nello stesso calderone, il costo per lead scende — e non significa che stai andando meglio.

Il costo per lead da solo non dice niente

Ed è qui che quasi tutti sbagliano. Un costo per lead di 15 € sembra ottimo accanto a uno di 90 €. Ma se dei contatti da 15 € ne diventa cliente uno su cinquanta, e di quelli da 90 € uno su tre, il conto si ribalta: nel primo caso stai pagando 750 € per un cliente, nel secondo 270 €.

Il costo per lead va quindi sempre letto insieme ad altri due numeri:

  • Il tasso di conversione da contatto a cliente. Quanti dei contatti che arrivano diventano davvero clienti? Basta contarli per un trimestre.
  • Il valore medio di un cliente. Non il valore del primo ordine: quanto vale quel cliente nell’arco della relazione, riacquisti compresi. In molti servizi B2B il primo contratto è la parte più piccola del totale.

Con questi tre numeri sai qual è il costo per lead massimo sostenibile: la soglia oltre la quale una campagna smette di essere conveniente. Ed è quella soglia, non il prezzo più basso, a dirti quanto puoi permetterti di offrire in asta.

I quattro errori più costosi

1. Non tracciare le telefonate

Nelle PMI di servizi buona parte dei contatti arriva al telefono, e quasi sempre nessuno li attribuisce alla campagna che li ha generati. Risultato: il costo per lead reale è molto più basso di quello che leggi nella dashboard, e rischi di spegnere campagne che stavano funzionando.

2. Confrontare canali diversi come se fossero uguali

Un contatto che arriva da una ricerca su Google — qualcuno che stava cercando esattamente il tuo servizio — non ha lo stesso valore di uno intercettato mentre scorreva il feed. È normale che il primo costi di più: è più vicino all’acquisto. Confrontare i costi per lead di canali diversi senza guardare la qualità porta a spostare il budget nella direzione sbagliata.

3. Giudicare troppo presto

Le campagne moderne sono guidate da sistemi automatici che hanno bisogno di dati per capire chi vale la pena raggiungere. Nelle prime due settimane il costo per lead è quasi sempre alto e non dice nulla sul potenziale della campagna. Le decisioni si prendono su un mese, non su tre giorni. Vale ancora di più da quando le strategie di offerta di Google si sono spostate sugli obiettivi: i sistemi ottimizzano verso ciò che gli dici di considerare una conversione.

4. Ottimizzare sull’evento sbagliato

Se dici alla piattaforma che una conversione è “visualizzazione della pagina contatti”, ti porterà tante visualizzazioni di quella pagina e pochi contatti veri. Il tracciamento va impostato sull’azione che conta per l’azienda — modulo inviato, chiamata partita, appuntamento fissato — altrimenti l’algoritmo lavora bene verso il traguardo sbagliato.

Come abbassarlo davvero

Il costo per lead si abbassa raramente toccando le offerte. Si abbassa lavorando su ciò che succede dopo il clic: una pagina di destinazione coerente con l’annuncio, un modulo che chiede tre informazioni e non dodici, tempi di caricamento sotto controllo, una risposta rapida a chi si è fatto vivo. Dimezzare il tempo di risposta a una richiesta incide sulle vendite più di qualsiasi ritocco al budget. E se le richieste arrivano fuori orario, un assistente che risponde subito recupera contatti che altrimenti andrebbero al concorrente più veloce.

Il numero da avere in tasca

Se dopo aver letto questo articolo fai una cosa sola, fai questa: prendi la spesa pubblicitaria degli ultimi tre mesi, conta i contatti veri arrivati nello stesso periodo, dividi. Quel numero, confrontato con quanto vale un cliente per te, ti dice in trenta secondi se stai investendo o se stai solo spendendo.

In Le Due G Creators gestiamo campagne Google e Meta per le PMI partendo sempre da qui: tracciamento verificato, definizione condivisa di che cosa è un lead, e un report mensile in cui il costo per contatto sta accanto al valore del cliente. Senza quei numeri, ottimizzare è tirare a indovinare.

Vuoi sapere quanto ti costa davvero un contatto e come abbassarlo? Prenota una consulenza gratuita e analizziamo insieme i tuoi numeri.

// CORRELATI

Continua a leggere

Vuoi essere il prossimo?

Raccontaci il tuo progetto: costruiamo insieme la tua presenza online del futuro.

Prenota una consulenza gratuita →
WhatsApp