Promozioni automatiche su Google Ads: cosa cambia dal 7 settembre per negozi e PMI
Dal 7 settembre 2026 Google Ads ha attivato le promozioni automatiche: il sistema legge le offerte pubblicate sul tuo sito e le aggiunge da solo agli annunci delle campagne idonee, senza che nessuno le inserisca a mano. Per un negozio di Casale o un’azienda di servizi di Alessandria è una comodità vera. Ma è anche il primo caso in cui quello che c’è scritto sul sito finisce in pubblicità senza passare da te, e questo merita qualche minuto di attenzione.
Come funzionano le promozioni automatiche
Google scansiona le pagine del sito collegate alle campagne e riconosce gli elementi che assomigliano a un’offerta: “sconto 20%”, “spedizione gratuita”, “promo fino al 30 settembre”, un prezzo barrato accanto a uno nuovo. Quando ne trova una, la mostra come estensione dell’annuncio. La verifica è continua: se l’offerta sparisce dal sito, sparisce anche dall’annuncio; se ricompare, torna. Tutto questo può succedere nel giro di ore, senza avvisi.
Il vantaggio è evidente: un annuncio con una promozione visibile riceve più clic di uno senza, e finora la maggior parte delle PMI non aggiornava mai le promozioni in Google Ads perché nessuno aveva il tempo di farlo. È la stessa direzione presa da AI Max negli ultimi mesi: Google prende sempre più materiale direttamente dal sito.
Il rischio: il sito diventa la tua pubblicità
Il rovescio della medaglia è che le promozioni automatiche non distinguono un’offerta valida da una dimenticata. Tre casi che abbiamo già visto nei siti delle PMI piemontesi:
- Lo sconto scaduto. La pagina “Promo estate” del 2024 è ancora online, nessuno la linka più, ma esiste. Google la trova e mette “sconto 15%” nell’annuncio di settembre. Il cliente arriva, lo sconto non c’è, e la fiducia è persa.
- Il prezzo vecchio. Un listino non aggiornato con un prezzo barrato diventa “da 49 € invece di 79 €” in pubblicità, con un prezzo che in negozio non pratichi da un anno.
- L’offerta incoerente. La promozione riguarda un solo servizio, ma l’annuncio che la mostra è quello generico: chi clicca si aspetta lo sconto su tutto.
Cosa fare questa settimana
1. Fai pulizia delle pagine promo
Cerca nel sito tutte le pagine e i banner che contengono “sconto”, “promo”, “offerta”, “gratis”. Quelle scadute vanno rimosse o messe in bozza, non solo tolte dal menu: se una pagina è raggiungibile, per Google esiste.
2. Scrivi le scadenze in modo esplicito
“Valida fino al 30 settembre 2026” è leggibile da Google e dal cliente. “Per un periodo limitato” non lo è. Le condizioni (minimo d’ordine, solo nuovi clienti, solo in sede) vanno accanto all’offerta, non in una pagina a parte.
3. Controlla le impostazioni della campagna
Nelle campagne è possibile rivedere quali asset automatici sono attivi ed escludere quelli che non vuoi. Se hai promozioni riservate a un canale (ad esempio solo per chi passa in negozio), è il momento di verificare cosa Google sta mostrando davvero: la scheda “Asset” del tuo account lo dice pagina per pagina.
4. Allinea la pagina di destinazione
Se l’annuncio promette uno sconto, la pagina su cui atterra il cliente deve mostrarlo nella prima schermata, con le stesse parole. Una promozione automatica su una landing che non ne parla fa salire i clic e crollare le conversioni: paghi di più per contatti che non arrivano, come spiegato nell’articolo sul costo per lead.
Un’occasione, se il sito è in ordine
Per chi tiene il sito aggiornato, le promozioni automatiche sono un regalo: ogni offerta pubblicata finisce in annuncio lo stesso giorno, senza lavoro in più. Per chi ha lasciato il sito a se stesso, sono un motivo concreto per rimetterlo in ordine prima che lo faccia Google al posto tuo, con pezzi presi a caso.
In Le Due G Creators gestiamo le campagne Google Ads per le PMI partendo sempre da un controllo del sito e degli asset automatici attivi: è lì che si decide se un annuncio dice la verità.
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