Ti cercano con una foto: la ricerca per immagini spiegata a negozi e attività locali
Un cliente passa davanti alla tua vetrina, vede un prodotto e lo fotografa. Con la ricerca per immagini può cercarlo su Google senza conoscerne il nome. Per il tuo negozio la domanda è concreta: sul sito ci sono foto e informazioni che permettono di riconoscere quello che vendi e capire dove trovarlo?
Come funziona la ricerca per immagini
Immagina qualcuno che fotografa un pezzo di ricambio, un’etichetta di vino o un mobile. Oppure un piatto, un’insegna, una giacca vista in vetrina. L’immagine diventa il punto di partenza: Google può mostrare pagine collegate all’oggetto cercato. Il cliente parte da ciò che vede, anche quando non sa come descriverlo.
Queste ricerche comprendono Google Lens, “Cerchia e cerca” su Android, il caricamento di immagini in Google Search e “Cerca immagine con Google” dal tasto destro di Chrome. Google le raccoglie sotto il termine “multimodale”: una parola tecnica per indicare ricerche che possono partire anche da un’immagine.
È un tema concreto per negozi di abbigliamento, rivenditori di ricambi, attività di arredo, cantine, ristoranti e artigiani del Monferrato. Una foto utile deve portare a una pagina altrettanto utile: cosa offri, quali caratteristiche ha e dove sei.
Cosa preparare sul sito e sulla scheda Google
1. Fotografa quello che vendi davvero
Usa foto reali, nitide e da più angolazioni. Mostra il prodotto intero e i dettagli che lo distinguono: etichetta, materiale, finitura, forma. Per il locale, fotografa ingresso, insegna e ambienti. Controlla che ciò che mostri corrisponda alla tua attività attuale.
Una foto di repertorio ripetuta su tanti siti non racconta il tuo assortimento. Se vendi una credenza artigianale, mostra quella credenza. Le immagini originali e ben descritte sono una base concreta per farti trovare, senza garantire la comparsa nei risultati.
2. Metti ogni foto nella pagina giusta
Evita di raccogliere tutto in una galleria senza spiegazioni. La foto di un prodotto va nella pagina che ne parla, insieme al nome, alle caratteristiche, al prezzo o alla disponibilità e alle indicazioni su dove trovarlo. Per un ricambio, specifica modello e compatibilità quando li conosci.
Dai al file un nome descrittivo, come “credenza-rovere-due-ante.jpg”. Compila anche il testo alternativo, cioè la breve descrizione associata all’immagine: “Credenza in rovere con due ante, vista frontale”. Descrivi ciò che si vede, senza infilare parole chiave a forza. Per collegare prodotti e territorio, approfondisci come farti trovare dai clienti della tua zona.
3. Fai controllare i dati strutturati
I dati strutturati sono informazioni organizzate nel codice del sito, pensate per aiutare i motori di ricerca a interpretare la pagina. Chiedi a chi lo gestisce di verificare quelli per i prodotti e per l’attività locale. Devono descrivere le informazioni reali presenti sul sito: non sono una scorciatoia per ottenere visibilità.
4. Aggiorna Google Business Profile
Cura anche la scheda Google della tua attività. Carica foto aggiornate dei prodotti e del locale, compreso l’ingresso riconoscibile dalla strada. Chi cerca deve poter collegare quello che vede online al posto in cui arriverà, a Casale Monferrato come ad Alessandria o Asti. Trovi indicazioni nella guida alla scheda Google Business Profile.
5. Mantieni le immagini leggere
Foto nitide non significa file enormi. Chiedi immagini ridimensionate e compresse, in formati moderni, mantenendo leggibili i dettagli. Apri le pagine dal telefono e controlla il caricamento. La velocità conta anche quando il cliente arriva da una foto: approfondisci il rapporto tra velocità del sito, vendite e SEO.
Come leggere il nuovo filtro in Search Console
Nel suo annuncio del 24 settembre 2026, Google ha introdotto i dati delle ricerche multimodali in Search Console. Il nuovo filtro per tipo di ricerca compare nel report Rendimento sui risultati di ricerca e nel report sulle funzioni di AI generativa. I dati sono esportabili.
Apri il report, seleziona il tipo di ricerca “multimodale” e guarda le pagine coinvolte. Usale per decidere quali descrizioni completare e quali foto migliorare. Puoi esportare i dati per confrontarli nel tempo. Il rilascio è globale e graduale dal 24 settembre 2026; i dati appaiono solo se il sito riceve traffico da queste ricerche.
La ricerca per immagini aggiunge quindi qualcosa da osservare. Per completare il quadro, leggi anche l’approfondimento su AI Overviews e traffico organico.
In Le Due G Creators, agenzia AI, siti web e marketing di Casale Monferrato, controlliamo immagini, pagine prodotto, dati strutturati e scheda Google. Ti indichiamo cosa sistemare e come usare i dati disponibili per orientare il lavoro.
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